Olio essenziale di Pompelmo

Scoperta della settimana? L’Olio di Pompelmo!

L’ho ordinato senza veramente troppo entusiasmo. Il pompelmo non mi piace neanche tanto in verità, ma avevo letto delle proprietà disintossificanti e sopratutto il suo uso come il rimedio per la fame nervosa.

L’olio essenziale di Pompelmo contro la fame nervosa

Infatti per la prima volta nella mia vita ho sofferto di fame nervosa, proprio adesso che ho iniziato a prendere peso più facilmente (ebbene sì, ero una delle fortunate che mangiava senza ingrassare). Devo dire che per adesso sembra funzionare ma voglio ancora aspettare prima di cantare vittoria.

L’olio essenziale di Pompelmo per aiutare il benessere della pelle

Ho scoperto con piacere che l’olio essenziale di pompelmo mi aiuta un sacco anche per risolvere i problemi di pelle che mi porto dietro da una vita.

Infatti, non appena l’ho aperto per la prima volta l’odore mi ha travolto e mi è venuto spontaneo di provarne a mettere una goccia sul palmo e poi farmi un massaggino al viso (un’altra delle mie passioni sono proprio gli automassaggini).

L’unica cosa su cui stare attenti è di non esporsi poi ai raggi solari una volta applicato l’olio essenziale di pompelmo sulla pelle. Inoltre, state attenti ad usarne giusto una goccia!

Dovrebbe inoltre avere anche proprietà contro la cellulite ma in merito ancora non mi esprimo ;)!

L’Olio Essenziale di Pompelmo per il Buon Umore

Ottimi risultati si riscontrano anche per l’uso dell’olio essenziale di pompelmo per il buon umore! Di fatti, ho passato le feste di Natale più difficili della mia vita tra problemi di salute e isolamento da pandemia. Per la prima volta forse nella mia vita, ho passato tanto tempo su Netflix e molto poco a meditare (ebbene si, capita anche questo.

Da quando uso l’olio essenziale di pompelmo, sarà un caso ma sento anche un miglioramento nel mio umore! Più positività e solarità! L’odore di fatti è così piacevole e vitalizzante che mi fa sorridere solo ad annusarlo (affermazione di pura satya).

Sono curiosa di sapere se altri come me stanno sperimentando le stesse cose! Fatemi sapere nei commenti!

Se siete interessati ad acquistare l’olio essenziale di pompelmo con un po’ di sconto, fatemi sapere!

Trovare la calma: la passeggiata riflessiva

Questa passeggiata mi fu proposta per la prima votla dalla mia insegnante Jahnava Sundari, durante il nostro corso di formazione per insegnanti yoga di 200 hr. Una delle prime attività di rifleessione fu questa: “faremo una passeggiata tutti insieme in silenzio. Durante il percorso, vi chiedo di cercare nel vostro cammino dei significati simbolici del percorso della vita”.  E così ho fatto la mia prima camminata riflessiva. E ho scoperto che cercare i significati nascosti lungo il cammino per me era molto facile e molto costruttivo.

Molto spesso, osservando un problema, un momento della vita, un accadimento, lo osserviamo in quanto attori: facciamo parte del nostro oggetto di osservazione. Questo ci porta prima di tutto ad essere poco obiettivi –  ma cosa è poi l’obiettività, chi sa, ammesso che possa esistere – e soprattutto a non riuscire a vedere le cose da un altro punto di vista

Durante la passeggiata riflessiva, vi accorgerete che nel trovare significati simbolici troverete proprio questi punti di vista diversi che vi mancano, perchè non state osservando realmente quel problema, quel momento o quel fatto, ma qualcosa che in qualche modo lo rappresenta.

Vi faccio un piccolo esempio della mia passeggiata riflessiva di oggi: sono uscita a piedi dalla città alla ricerca di campagna. Ho preso una strada stretta in salita che non avevo mai preso e che credevo portasse in un luogo. Quella era la mia aspettativa, ma in realtà la strada portava da tutt’altra parte.

camminata riflessiva

Prima di tutto allora mi è venuto in mente il fatto che a volte si scelgono strade non facili che crediamo di conoscere e che invece si rivelano una sorpresa. Possiamo decidere di accettare e proseguire, accogliendo quello che arriverà, o tornare indietro e trovare la strada che stavamo cercando. E  contestualizzato a posteriori la mia scelta in quel momento, ho potuto osservare che la mia scelta è stata quella di andare avanti, verso l’ignoto.

Un kilometro più avanti circa ho trovato una villa abbandonata, con il cancello sprangato che impediva di entrare nel grande terreno annesso. La prima cosa che ho cercato di fare è stata quella di cercare di sbirciare. Cosa mi dice questo di me stessa? Che sono curiosa, ma anche che a volte posso essere invasiva. Se avessi trovato un passaggio sarei sicuramente entrata in una proprietà privata che non era la mia.

Il posto sembrava abbandonato da almeno una decina di anni e ho provato molta tristezza verso questa cosa. Mi sono detta che a volte ci sono alcune cose che vanno abbandonate, e ci può volere molto tempo prima che quello spazio, quella struttura possa essere rinnovata e possa tornare a nuova vita: complice il fatto che quando abbandoniamo cerchiamo di “dimenticare”,  capita di trovarsi davanti le rovine di quel che abbiamo lasciato tempo addietro.

Questo è solo un piccolo spunto. Ciascuno avrà il suo modo di fare questa passeggiata.

Un consiglio che mi sento di dare a tutti: liberate la mente, non cercate la linearità dei pensieri e lasciateli semplicemente emergere. Non vi fate trascinare però dai pensieri: state facendo una passeggiata riflessiva, non una seduta psicologica. Siete soli con voi stessi, cercate di mantenere la presenza nel momento senza farvi trascinare via dalla tristezza, rabbia, euforia. Se potete, quando arrivate a casa scrivete i pensieri che sono emersi. Potrebbero essere utili in un secondo momento o potrebbero nascere altre rivelazioni. Accogliete quello che emerge con semplicità e leggerezza d’animo!