Meditazione Vipassana in Thailandia

Sono appena uscita da 5 giorni di vipassana. Cinque giorni di meditazione senza parlare con nessuno, senza scrivere, senza leggere, ma soprattutto senza fare yoga (il che è stato possibilmente la parte più difficile di tutto il percorso)! Il luogo dove ero era qualcosa di magico! Un tempio sulle montagne proprio davanti a Chiang Mai, dove sono custodite delle reliquie di niente meno che di Buddha! Per i praticanti vipassana, c’è una piccola sezione riservata alle pendici del cucuzzolo subito dopo tutte le case dei monaci attorno al tempio.

Wat Doi Suthep, Chiang Mai

La sistemazione era veramente super basica, ma in compenso l’atmosfera era tremendamente intima e il monaco che si prendeva cura di noi lo faceva con tutto il cuore! Il programma della giornata iniziava alle 5:30 con una breve lezione sul buddismo, colazione alle 7  (principalmente a base di riso), sessione di meditazione, pranzo alle 11 (e con questo l’ultimo pasto della giornata era servito), incontro con il monaco a 12 per definire il programma della meditazione della giornata, pratica di meditazione fino alle 6, quando arrivava quello che ormai era diventato l’atteso appuntamento delle preghiere in lingua incomprensibile insieme al medesimo (una delle mie parti preferite della giornata, ad ogni modo) e conseguenti altre due ore di meditazione prima di andare a letto alle 9.

La meditazione si svolgeva in 15 minuti di meditazione camminata e altri 15 di meditazione seduta, una pausa di 5/10 minuti per poi riprendere il ciclo. Gradualmente, il monaco ci impartiva meditazioni sempre più lunghe e camminate sempre più lente.

Meditazione Vipassana Thailandia

Per quanto abbia apprezzato avere lo spazio e il tempo per meditare quanto volevo (e la silenziosa ma preziosa compagnia degli altri meditatori) è stato veramente difficile per me non fare yoga, né tai chi (si, che è diventata nel frattempo la mia nuova passione). Ovviamente, meditando tutto il giorno, sono finita anche a pensare molto, e ho avuto così tante idee come al mio solito che ormai credo di aver bisogno di almeno due vite per poterle realizzare tutte!

Per il resto, non poter parlare con nessuno, nè usare il telefono è stata una grande liberazione! All’inizio è stato forse un po’ strano avere persone attorno e non fare conversazione, ma poi quando ti abitui trovi veramente la tua intimità e il tuo silenzio interiore! Abbandonare il telefono invece è una cosa che tutti dovremmo fare almeno una volta al mese per qualche giorno credo! Porta un sacco di lucidità di mente! Mi è piaciuto così tanto che è stato persino difficile riaccenderlo alla fine dei cinque giorni! Come se una parte di me non volesse tornare a quella iperconnettività con il mondo alla quale ormai siamo abituati!

divisa della meditazione vipassana

Anche la divisa in bianco che abbiamo indossato è stato qualcosa che ho abbandonato con difficoltà! Credo che la bellezza fosse nell’avere un colore così neutro addosso e il fatto di essere immediatamente riconosciuti come persone intente in qualcosa di speciale! Chissà, forse è una divisa che adotterò più spesso!

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3 commenti

  1. Non ci sono parole…credo che sia stata un’esperienza davvero unica!
    Il luogo mi sembra davvero meraviglioso!
    Complimenti, davvero…
    E ora non ti resta che adottare il bianco!

  2. Buongiorno Carissima

    ho letto il tuo articolo in quanto sto cercano un centro di meditazione a Chiang Mai. Mi è piaciuta tanto la tua esperienza, potresti indicarmi cortesemente il nome del centro?

    Un saluto,
    Francesca

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